Il mosaico (1934)

5-6-7 giugno tre giorni di preparazione alle Nozze d’Oro Sacerdotali del Can. Luigi. Per tale occasione viene offerto in dono al festeggiato lo splendido mosaico che si ammira nell’abside della Chiesa di Gesù Re. La scena imponente, descritta dall’evangelista nell’Apocalisse è ritratta alla perfezione. Rappresenta i ventiquattro vegliardi che prostrati dinanzi al Trono dell’Eterno Padre, depongono le loro corone reali ai piedi dell’Agnello ucciso, ma ritto in piedi. La luce del vespero si riflette sul fondo d’oro, bagliori di luce in cui appaiono lievi e sfumati profili di Angeli, ad annunciare i cieli aperti, una grande e settemplice iride fascia il cielo empireo, nascendo da profondità azzurre piene di silenzio e di meraviglie davanti al trono dell’Inaccessibile; oltre l’azzurro si profilano le torri e le mura della Gerusalemme celeste: chiuse le soglie d’oro, oltre cui si indovina il mondo, dominato dalla voce dell’abisso, dalla “bestia” trionfante e pazza (Il diavolo). Ma dentro le mura d’oro, perfetta serenità e profonda pace. Sta al centro il Trono Prezioso, occupata dalla gloria dell’Eterno. In alto si libra la colomba Misteriosa, segno dello Spirito Paraclito illuminatore e datore di ogni grazia. Ai piedi dell’Eterno, l’Agnello Immacolato ed Immolato, quello che ha cancellato i peccati del mondo: riposa Egli sul libro della Sapienza divina, sul libro che ha parole di vita eterna.

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